MODEL 1911/2011


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Il modulo 1911, 2011 con l’ introduzione dei fusti bifilari, vede la sua nascita all’inizio del ’900 e,  camerato nel calibro .45ACP,  venne presto adottato come pistola d’ ordinanza dell’esercito americano. Prodotta da diverse ditte, prestò servizio in tutti i teatri opeativi della prima metà del secolo scorso.

La base meccanica del progetto, con l’evoluzione dei materiali e con varie modifiche estetiche, rimane in uso tutt’oggi. Quasi ogni produttore di armi ne ha in catalogo almeno un modello e sono molti quelli che producono esclusivamente derivati del modello originale. Dati questi presupposti è facile comprendere come questo particolare modello nelle sue mille varianti e “cloni” sia la base della maggioranza delle armi oggi in commercio.

La base meccanica si caratterizza per un sistema di chiusura stabile, atto a contenere pressioni maggiori delle normanli chiusure a massa, nel quale canna e carrello rimangono solidali per la prima fase di arretramento. La chiusura è garantita da due tenoni posti anteriormente alla camera di cartuccia, le cui sedi sono ricavate nel cielo del carrello-otturatore, con una biella fulcrata sulla base della canna che è incaricata dello svincolo canna-carrello.

Queste caratteristiche, rendendo l’ arma in grado di sopportare pressioni elevate, hanno reso possibile camerare oltre che il calibro originario anche calibri quali il .38Sa, il 10mm Auto e, più recentemente, il 9×19(9×21) e il .40 S&W. Numerosi produttori hanno modificato il progetto secondo le nuove necessità richieste dal mercato: è il caso della SVI/STI che ha creato il fusto 2011 in acciaio con impugnatura  in plastica, della Para-ordinance con il fusto 14-45 totalmente in microfusione di acciaio e della Bul con le sue M5 semi-polimeriche.

In ambito sportivo le “1911″ sono tra le più usate, con categorie dedicate in IPSC e in IDPA, in configurazione di serie o come base per Race-Gun nelle varie categorie. Sono ottime basi per le preparazioni, sia meccaniche che estetiche; avendo una velocità di ciclo non eccessivamente elevata rispondono bene anche ai caricamenti più spinti, la precisione è eccellente e il mercato propone una serie pressochè infinita di accessori.

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Ipsc Open

Limcat Open 38Sa

Le Open sono, a mio parere, le armi più belle da preparare, le più esigenti in quanto a lavorazioni, scorrevolezze e anche le più delicate da mettere a punto.

Prima di tutto è fondamentale trovare la cartuccia giusta, con le pressioni non troppo elevate, che generi la corretta quantità di gas per far lavorare a dovere le compensazioni per ridurre il rilevamento e con la velocità di uscita sufficiente a “fare Fattore” .

Come seconda operazione bisogna privilegiare l’ affidabilità, anche a discapito della capienza dei caricatori e della coppiola bruciante: curare al meglio gli scorrimenti, l’ interferenza del cane, il gioco della canna (fondamentale in quanto il compensatore ruba molta energia al riarmo) e tutto che ciò che può interferire con il ciclo di funzionamento (pollici del tiratore compresi).

Se si ha intenzione di eseguire alleggerimenti, più della riduzione di peso, bisogna ricercare il corretto bilanciamento tra la parte anteriore e quella posteriore del carrello, meglio togliere poco nei posti giusti che tanto dove non serve, fare due asole sulla parte anteriore del carrello non serve praticamente a niente, se non a espellere eventuali sfiati di gas.

STI Trubor 38Sa

Lo scatto è personale, ogni tiratore ha i suoi gusti ma, tolto il peso e la pre-corsa, fondamentale e che abbia un reset e una disconnessione ben accordata alla velocità di ciclo dell’ arma, inutile avere uno scatto da 200 grammi se ci “Ingrilliamo” ogni volta che cerchiamo di velocizzare un po’ di più le coppiole. Parlando con Grauffel, proprio di scatti, lui stesso mi ha detto di preferirlo più carico nella molla del ritorno, a discapito della comunicabilità del punto di sgancio, ma più rapido nel ritorno.

Finiti i lavori di base inizia un percorso fatto di mille prove e continui esperimenti, per trovare le “regolazioni” di fino. Trovare la molla di riarmo giusta è una scelta di compromesso tra affidabilità e sensazione allo sparo, cambia in base al tipo di impugnatura del tiratore e alla configurazione dell’ arma.

Eventuali modifiche, come sostituzione del compensatore stesso con uno di diversa configurazione, aggiunta di hybrid e fori vari sono da ragionare attentamente tenendo conto che ad ogni modifica delle compensazioni varierà anche la risposta allo sparo della pistola e occorrerà anche adattare la munizione impiegata alle modifiche eseguite.

 

 

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Ipsc Modifed

 

Infinity Modified .40S&W

La modified è, per un costruttore, la più difficile da realizzare e, per un preparatore, la più difficile da mettere a punto.

Vittima di scelte obbligate, date dalle dimensioni imposte, e dal calibro richiesto, è un mix tra una open e una standard, con gli svantaggi di entrambe. Pistola bellissima con cui sparare, molto difficile da rendere affidabile al 100%, causa delle pressioni a cui è sottoposta e degli spazi ristretti in cui far lavorare le compensazioni.

Sono tra le pistole più soggette a usura e, con un uso intensivo, richiedono manutenzioni ravvicinate: il calibro .40, necessario per il Fattore Major, richiede cariche maggiori rispetto ad una Standard, a causa delle compensazioni. L’ utilizzo dell’ ottica impone l’ uso di munizioni specifiche, pena la perdita visiva del punto rosso durante la ripetizione tra un colpo e l’ altro. Tutti questi fattori portano ad uno stress meccanico superiore ad una Open( di calibro e fattore inferiore) e ad una Standard (pressioni maggiori, dimensioni ridotte, canna più corta).

Fattori di cui bisogna tenere conto nel momento in cui si cerca di approntarne una per uso agonistico, privilegiarne innanzitutto l’ affidabilità, tenendo conto che il bossolo del .40 è piu grosso e pesante da espellere rispetto al 9/38, sopratutto nello spazio ristretto tra la finestra di espulsione e l’ottica, l’ alimentazione e l’ espulsione devono essere impeccabili, la molla di recupero non può essere troppo leggera per salvaguardare, un minimo, l’ integrità strutturale, ma non troppo pre-caricata, per mitigare il rilevamento che le compensazioni, normalmente solo hybrid, già contribuiscono a ridurre.

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Ipsc Standard

ADC Tactical .40S&W

La Standard è la Categoria in cui concorrono ancora le “Pistole”, non oggetti strani, in cui il mezzo tecnologico, fatto di compensatori e ottiche, li rende più simili ad astronavi che ad armi.

Nella standard il tiratore fa la differenza, l’arma deve avere un buon scatto, essere ben bilanciata e, sopratutto, affidabile.

Si può lavorare sugli scorrimenti, sul bilanciamento delle masse, sulle molle, alleggerire ed appesantire dove necessario, ma l’ arma rimane sempre se stessa, non ci sono compensatori a mitigare i rilevamento, cartucce miracolose e punti rossi di facile acquisizione.

Come al solito vige la solita regola, affidabile innanzitutto, poi il resto dipende dai gusti personali

 

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PREPARAZIONI

Wilson Combat CQB 4″

——————————-Pistola frutto di un lavoro lungo finalizzato alla realizzazione di un esemplare unico, con incisioni e rimesse in oro eseguite a mano dall’ incisore Stefano Muffolini e preparazione meccanica completa.

Tutti i lavori sono stati studiati in modo da non rendere l’ arma solo curata esteticamente, ma anche pratica nell’ eventuale utilizzo a fuoco.  Le incisioni sono volutamente bilanciate tra ornato e non, i filetti in oro, incisi e ribaditi, contornano le linee principali dei profili esterni senza dare l’ impressione del “Troppo Pieno” che si avverte su alcune realizzazioni equivalenti.

L’ arma è perfettamente funzionante e non disdegna l’ utilizzo in poligono, rimane il fatto che è da considerarsi un “criminale” chi, anche solo lontanamente, pensi di metterla in fondina.

 

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Infinity Competition .40S&W

Questa Infinity è frutto di lavorazioni eseguite da più persone sotto la direzione del tiratore.

La base di partenza è una Infinity Competition a cui sono stati preparati scatto e meccanica direttamente dal proprietario, sostituita l’ asta guida molla con una in carburo di tungsteno (più pesante) e cambiata l’ impugnatura originale in plastica con quella in acciaio, successivamente trattata in HNCF  colore nero; le fresature Excelerator sono state eseguite in elettroerosione dalla Boccia Precision.

Noi ci siamo occupati della finitura estetica di fusto e carrello, più precisamente dell’ effetto Duo-Tone, con i fianchi lucidati “millerighe” e le restanti parti trattate nero opaco a contrasto. La procedura ha richiesto lo smontaggio completo dell’ arma, la mascheratura delle parti da mantenere lucide e la sabbiatura delle parti da rendere nere.

Una volta preparati, i pezzi sono stati completamente sgrassati  e trattati con il GraphiteBlack di CeraKote. Al termine dell’ operazione sono stati ri-lucidati i fianchi e i particolari di fusto e carrello fino ad ottenere l’effetto desiderato. Si è infine proceduto al ripristino delle tolleranze e al rimontaggio.

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1911A1 “ThePunisher” PWCustom

La pistola in questione è una Custom a tutti gli effetti, ogni parte, ogni componente, meccanico ed estetico è stato rivisto, controllato o sostituito.

La scelta della base di partenza, dato il basso costo, la qualità dei materiali usati per la fabbricazione delle parti fondamentali (nonostante la povertà delle lavorazioni e degli accoppiamenti) e la possibilità di ripetere il lavoro, è ricaduta sul prodotto della cinese Norinco.

Si è partiti con lo smontaggio completo e la pulizia di ogni traccia che gli utensili usati per la costruzione hanno lasciato all’interno del fusto e del carrello  specialmente nelle parti destinate ad alloggiare il pacchetto di scatto, il percussore e lo zoccolo della canna. Al termine della lavorazione tutte le componenti dello scatto sono state sostituite:

  • Il grilletto 1911 primo tipo con uno STI long curve
  • Il Mainspring Housing curvo con componente Wilson Combat con minigonna integrata (necessaria lavorazione per accoppiamento con fusto)
  • La molla triplice originale con componente Clark a quattro rebbi
  • La sicura dorsale A1 con componente Patchmair in acciaio gommato ( componente che cambia l’ angolo dell’ impugnatura)
  • Il cane,controcane e disconnettore con componenti Nowlin a denti dritti
  • La molla del cane originale con una Wolf da 18Lb

Terminato il pacchetto di scatto si è provveduto al miglioramento di precisione e bilanciamento: la biella originale ed il bushing sono stati sostituiti con materiale Wilson Combat, l’ asta guidamolla corta tolta in favore di una monopezzo a tutta lunghezza e la molla di recupero cambiata con una di 16 lb di nostra produzione.

Come colorazione si è scelto un duo-tone classico con fusto color titanio e carrello nero,entrambi CeraKote, con l’aggiunta del teschio di “The Punisher” disegnato su entrambi i lati del carrello. Completano il lavoro una rampatura integrale della canna e la sostituzione della molla del percussore per garantire l’affidabilità.

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Kimber Aegis Military Style

Questa Kimber è stata espressamente studiata come modello da esposizione in occasione dell EXA 2009, la pistola originale si caratterizza per una configurazione idonea al porto da difesa: cane senza cresta, fusto in Ergal molto leggero, comandi e tacche low profile, guancette molto strette montate su screw bushing bassi.

Il risultato da ottenere era di chiara ispirazione Wilson CQB, quindi una pistola che richiamasse il military-style senza perdere le finezze e le peculiarità costruttive.

Il grosso del lavoro si è concentrato sull’ estetica con la rimozione del KimPro originale nero e grigio, in favore di un CeraKote GraphiteBlack sul carrello e OdGreen sul fusto. Tutti i particolari sono  stati colorati in nero a contrasto con il verde del fusto.

La configurazione meccanica è stata lasciata come in origine, salvo che per il cane e le guancette, che sono stati sostituiti rispettivamente con componenti Nowlin e Kimber Rosewood di dimensioni tradizionali. Unica aggiunta è stata la minigonna con dorsalino integrato anch’ essa di produzione kimber.



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